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"Beh... ma dietro le parole c'è un ragionamento logico, una serie di pensieri che articolandosi prendono forma nella parola."
"Si certo, poichè per spiegare un pensiero usi le parole, ma poi tu realmente vai via; quindi c'è anche un'azione che segue il pensiero."
"E loro capiscono questa azione ?" mi domandò il ragazzo che incominciava ad essere realmente interessato a quello che stava emergendo da questo inatteso dibattito.
"No, loro, gli animali, vivono quello che c'è nel mezzo. A metà strada tra il pensare e il fare, tra il pensiero e l'azione, c'è il sentimento; quello si che lo percepiscono!"
"Allora come dovrei fare in questo caso?" mi domandò ancora.
"Beh, oltre al pensiero razionale e alla decisione già presa di portarlo qua per fare l'eutanasia, dovresti anche metterci un pò di sentimento. E' con tale sentimento che gli comunichi i tuoi pensieri, le tue decisioni e, di conseguenza, le tue azioni." dissi.
Il ragazzo mi guardò fisso; poi abbassò lo sguardo e allungò la mano per accarezzare il gatto.
"Vedi che non è difficile comunicare con loro"
Il ragazzo piangeva in silenzio.
"Non posso fargli questo, non posso proprio" disse alzando lo sguardo per cercare una qualche via d'uscita a quella nuova esperienza emozionale.
"Va bene, ricominciamo da capo - dissi - e valutiamo passo dopo passo come possiamo muoverci. Ad esempio, secondo quali parametri valuti la sofferenza del tuo micio? E' una sofferenza fisica, o emozionale; e come strumento d'indagine usi il ‘mentale’ o provi a sentire quello che sente lui?"
E da lì, da quell'incrocio tra il mentale e l'emozionale, incominciò per entrambi una nuova strada: al micio venne data l'opportunità di seguire l'andamento naturale delle cose, e al ragazzo di far fluire, dentro di sè, consapevolmente, le proprie emozioni. E in breve tempo il cerchio si chiuse.
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