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Il Fiore dell'addio - parte terza PDF Stampa E-mail

di Stefano Cattinelli (tratto da BioGuida n.5 Estate 2004)

 

(Parte terza)

Premessa e conclusione

La mia intenzione, nello scrivere questa prima serie di articoli intitolata Il fiore dell'addio, era quella di porsi una domanda fondamentale: è possibile fare dell'esperienza della morte del proprio animale un passo verso l'autorealizzazione? E' possibile uscire dal comune ed abituale sentiero della pratica dell'eutanasia, per avventurarsi lungo nuove strade interiori che diano un senso più profondo all'esperienza che l'uomo vive insieme al proprio animale? La grande opportunità che ci offre il regno animale nell'esecitarsi a prendere confidenza con il proprio mondo emozionale (1° parte), nell'accrescere la propria responsabilità nei confronti di chi è stato al nostro fianco per tutta la sua vita (2° parte) e nell'incominciare a percorrere i primi passi verso un nuovo modo di comunicare con il regno animale (3° parte ), sono le prime riflessioni da svolgere nella propria interiorità se non si vuole arrivare completamente impreparati a tale evento. Roberto Assagioli nel suo libro L'atto di volontà (casa editrice Astrolabio) dice: " [..] ... la generosa accettazione di una sofferenza inevitabile, produce illuminazione e crescita interiore e realizzazione", e in tal senso ci aiuta a capire che non ha senso interrompere l'esperienza di una intera vita (quella dell'animale) e bloccare così il fluire naturale che tale esperienza può portare ad entrambi, semplicemente perchè questo evento ci porta a confrontarci con aspetti poco noti di noi stessi. L'esperienza con il proprio animale dovrebbe, secondo me, avere un andamento circolare; dovrebbe cioè concludersi con un atto d'amore simile a quello che aveva sancito l'inizio della nostra relazione con lui. Simile ma non sicuramente uguale, perchè nel frattempo, ho avuto modo di percorrere un tratto della mia esistenza insieme ad una scintilla del regno animale e, almeno per un pò, avrò avuto modo di mutare interiormente. Ed è proprio per richiamare questo concetto di circolarità che l’inizio di questa terza parte si intitola: premessa e conclusioni, affinchè il lettore più curioso abbia la possibilità di rivedere, qualora ne sentisse la necessità, l’insieme delle tre parti, con un unico colpo d’occhio.



 
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