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La Via degli Animali
Il Fiore dell'addio - parte seconda
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Pagina 4 di 4 Il mondo spirituale Ogni situazione che la Vita porta innanzi può diventare una guarigione, basta semplicemente cercare di capirne il suo significato unitario. Nella morte di un’animale ci sono tre protagonisti principali: l’animale che muore, la persona che accudisce l’animale e il veterinario. Tre princìpi, tre parti; come di tre parti è composto questo articolo. La guarigione, la vera guarigione, si muove sempre attraverso tre principi. C’è il momento della malattia, dello squilibrio; c’è il momento in cui l’essere, nella sua totalità, supportato dal rimedio che catalizza il cambiamento, percorre all’interno della sua malattia; e c’è la guarigione, obiettivo ultimo di ogni terapia spirituale. Tra la malattia, come nel caso della ragazza che aveva paura di affrontare la morte del proprio gatto, perché come dice anche Bach, la paura è una delle principali cause di malattia, e il superamento di questa paura, deve necessariamente trascorrere un certo periodo di tempo; il tempo necessario affinché la persona si renda conto di quello che sta vivendo e decida di superarlo volontariamente. Anche la morte del proprio animale, dunque, può diventare un’esperienza di guarigione: una guarigione per entrambi, o per meglio dire, per tutti e tre. Il delegare la morte del proprio animale ad un veterinario che manualmente inietta il farmaco letale, significa rinforzare quel solido muro di separazione, già presente da tempo immemorabile, tra l’uomo e il regno animale. Ma come, l’animale è stato al mio fianco per più di un decennio, vivendo nel mio spazio emozionale, e quindi sperimentando tutto quello che ho vissuto nella mia interiorità, e nel momento di dirgli “Ciao“ non ho il coraggio di affrontare la situazione e coinvolgo una terza persona (in questo caso il veterinario) che si deve accollare l’esperienza al posto mio? Onestamente non capisco dov’è la guarigione in tutto ciò. Capisco invece il caso opposto, e cioè quando il veterinario, avendo fatto molte esperienze in tal senso, ha la capacità e la conoscenza di guidare la persona affinché lei faccia quella determinata esperienza con il suo animale; si questo lo capisco; questo ha senso. Questa può essere considerata una guarigione; per tutti. Per la persona innanzitutto, che riesce a superare i propri limiti in nome dell’amore che ha nei confronti del suo animale; per l’animale che sente e vive i sentimenti che la persona sperimenta; e per il veterinario, perché è riuscito a donare quella libertà necessaria affinché la persona e l’animale vivano, per l’ultima volta, una tale esperienza, che rappresenta la sintesi del loro rapporto. Il fiore dell’addio, parla quindi di un passaggio chiave del rapporto uomo - animale, parla di una fine e di un inizio, e come tutti i fiori di Bach, parla di un’esperienza. E anche se il veterinario di fiducia non sarà sufficientemente preparato a sostenervi durante questo percorso, ricordatevi che il dottor Bach ha messo a disposizione dell’umanità intera un sistema di guarigione che ha lo scopo proprio di aiutare l’uomo a vivere più consapevolmente certi importanti passaggi che la Vita richiede di fare. Il cammino di libertà incomincia dalla propria autonomia terapeutica. |
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