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Il Fiore dell'addio - parte seconda PDF Stampa E-mail
Non ebbi più notizie dei ragazzi e di Nemo per tutta la settimana successiva; poi, una mattina la ragazza venne a farmi visita; questo è il suo racconto: ”Non pensavo di riuscire a farcela; sinceramente non pensavo di riuscire ad accudire Nemo fino all’ultimo. No, non che ci fosse niente di grave dal punto di vista clinico, perché lui è sempre stato tranquillo e non ho mai percepito in lui alcuna sofferenza... solo che è così... strano da raccontare... dentro di me sono successe talmente tante cose che è veramente difficile descriverle. Quando Nemo è morto non ero a casa, stavo lavorando; improvvisamente ho sperimentato una sensazione molto intensa di leggerezza; era come se mi fossi liberata di un peso; non un peso come impegno, intendiamoci, perché accudire Nemo non è mai stato un peso, piuttosto come una leggerezza interiore, come se una parte di me si fosse liberata. Dopo ogni giornata trascorsa ad accudirlo e a ringraziarlo per tutti i bellissimi giorni trascorsi insieme, sentivo che diventavo sempre più forte. Non avrei mai pensato di riuscire a farcela, perché il solo pensiero che stesse morendo davanti ai miei occhi, mi terrorizzava; ma ogni volta che gli somministravo la miscela di fiori, era come se una parte di quelle essenze agissero anche su di me; e dentro di me qualcosa cambiava. Anche con mio marito le cose sono molto cambiate, perché la condivisione di una tale esperienza ha rafforzato enormemente il nostro rapporto; è la prima volta che veniamo coinvolti insieme in un esperienza di vita così intensa.”
 
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