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Il Fiore dell'addio - parte seconda PDF Stampa E-mail


Attraverso gli animali

Non mi ricordo bene il suo nome.. Remo, mi pare... o forse Nemo....si proprio così Nemo si chiamava quel gatto tigrato che non poteva mai venire in ambulatorio perché il veterinario di prima lo aveva "schoccato". Nemo, proprio lui. È passato abbastanza tempo da dovermi proprio sforzare a mettere a fuoco i dettagli; la ragazza mi chiamò al telefono per chiedermi se potevo aiutarla a salvare il suo micio da una diagnosi categorica ”Mi hanno detto che insufficienza renale, non c’è via d’uscita; però so che lei si occupa di medicina alternativa... e magari riuscirà a trovare un’alternativa a questa situazione?”
“L’insufficienza renale è una brutta malattia, però qualche volta si riesce se non altro a modificarne il rapido percorso. Puoi venire domani pomeriggio, almeno con gli esami che Nemo ha fatto?” Il giorno dopo, io e la ragazza, valutammo insieme gli esami del sangue e la situazione clinica del gatto. - “Eh...... non è che la situazione sia delle migliori ” - dissi sfogliando il lungo papiro degli esami ematologici “Quanti anni ha Nemo?” “Undici” mi disse la ragazza ”Pensa che si può fare qualcosa?” ”Beh, intanto iniziamo a lavorare, poi vedremo”.
Passò l’inverno e poi l’estate; e ancora un inverno e ancora un estate. Quando Nemo stava per compiere 14 anni la sua energia vitale subì un duro scossone e entrò in una fase di non ritorno. In tutti questi anni, la ragazza e il suo fidanzato, nel frattempo diventato marito, avevano accudito Nemo meglio che potevano; ogni tanto facevamo insieme il punto telefonico della situazione; seguivamo Nemo nei cambi di stagione e durante le inevitabili vicissitudini emozionali che la malattia comportava. Poi, un giorno, lo stoppino della candela incominciò a vacillare, e anche se inizialmente decidemmo che qualche fleboclisi e una rivalutazione della terapia avrebbe potuto ancora rialzare la sua flebile voglia di vivere, ben presto ci rendemmo conto che Nemo aveva già preso la decisone di abbandonare l’esperienza terrena. Consigliai ai ragazzi di seguire gli ultimi giorni di vita di Nemo con una miscela di fiori di Bach, come terapia di supporto, e di elaborare, nella loro interiorità, dei sentimenti di ringraziamento e di amore nei confronti di quell’anima - animale, che aveva deciso di trascorrere un così lungo periodo al loro fianco.
 
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