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Il Fiore dell’addio - parte prima |
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La ragazza era abbastanza serena, anche perché la gattina era malata da diversi giorni e gradualmente si stava abituando a non vederla più girare per casa. Data la giovane età della ragazza, mi colpì molto la maturità con la quale decise di affrontare la situazione. Non feci più domande e lei non aggiunse altro. Percepii i mille giochi fatti da bambini; i mille agguati con la pallina e con il filo di lana. I primi pianti e la “pelliccetta” della gatta che assorbiva tutti i dolori; sentii i profumi del cibo e delle crocchette; capii che un mondo che stava scomparendo, si stava dileguando insieme alla casa dei suoi genitori. L’esitazione nel compiere il passo successivo, il peso dell’abbandono dei vecchi legami per quanto riguardava la ragazza e la difficoltà a lasciare il corpo fisico per la gatta, potrebbero essere mitigati dall’essenza floreale Walnut, pensai. “Walnut: per quelli che nella vita hanno ambizioni ed ideali precisi da realizzare ma, che in occasioni sia pure frequenti, rischiano di perdere di vista le loro convinzioni o i loro obiettivi a causa dell’entusiasmo o di fronte alle convinzioni e alle opinioni forti degli altri. Il rimedio dona costanza e protegge dai condizionamenti esterni“. Ovviamente non mi azzardai a proporre la stessa terapia anche alla ragazza, ma, come molte volte accade, fu proprio lei a chiedermi se poteva prendere la stessa miscela di fiori, visto che la vita gli aveva dato la possibilità di vivere questa esperienza di passaggio, insieme alla sua migliore amica. Non solo mi trovò d’accordo, ma mi sentii anche di sottolineare, davanti a sua madre, la presenza e la maturità mostrata in questo frangente dalla figlia. Due giorni dopo mi chiamò al telefono dicendomi che la gattina si era addormentata per sempre senza soffrire. Ringraziò per l’aiuto e disse che avrebbe continuato a prendere l’essenza floreale perché sentiva che la stava aiutando molto.
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