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Pagina 2 di 3 Quali sono i Cetacei del Mediterraneo? L’immaginario comune identifica i delfini e le balene come animali esotici caratteristici di mari ed oceani lontani da noi, in realtà sono assai più vicini di quanto si possa credere. Il bacino mediterraneo è infatti regolarmente abitato da una dozzina di specie di Cetacei che hanno trovato in questo mare le condizioni ideali per trascorrere la loro vita. Le acque mediterranee sono frequentate da Misticeti, grandi Cetacei dotati di particolare strutture cornee dette fanoni utili per filtrare il plancton durante l’alimentazione, e da Odontoceti, Cetacei dotati di denti che si nutrono di grandi prede come pesci e calamari. Tra i Misticeti regolarmente presenti nel Mediterraneo troviamo la Balenottera minore (Balaenoptera autorostrata) e la Balenottera comune (Balaenoptera phisalus). Quest’ultima, dopo la Balenottera azzurra è l’animale più grosso del pianeta, il suo corpo raggiunge infatti la lunghezza di 24 metri con un peso di 45-70 tonnellate. Questi Misticeti necessitano di quasi una tonnellata di cibo al giorno. La presenza di lunghi e fitti solchi golari permette a questi animali di ingoiare una grande quantità di acqua contenente plancton e piccoli pesci che vengono filtrati dai fanoni. Gli Odontoceti nel Mediterraneo sono rappresentati da ben 3 famiglie e dieci specie. Il Capodoglio, spesso erroneamente confuso con le balene, è l’Odontocete della famiglia dei Fiseteridi che detiene il maggior numero di record. Esso oltre ad essere il più grande, raggiunge i 18 metri di lunghezza, è il migliore apneista, questa specie può raggiungere i 2000 metri di profondità restando sott’acqua per oltre due ore. Il nome Capodoglio indica la caratteristica struttura del capo che rende la specie inconfondibile. Il suo enorme capo squadrato e compresso, contiene lo spermaceti un particolare organo composto da sostanza cerose che viene utilizzato come zavorra durante le immersioni. Tra le famiglie di Odontoceti presenti nel Mediterraneo la più conosciuta è certamente quella dei Delfinidi. Il Tursiope (Tursiops truncatus), tristemente noto per la capacità di sopravvivere in cattività e divenire star di molti spettacoli, è la specie che più si avvicina alle coste e per questo motivo è la più soggetta ai rischi e alle minacce provocate dall’uomo. La Stenella (Stenella coeruleoalba) è invece un delfino pelagico, che vive in acque profonde ed è facilmente riconoscibile per la classica colorazione a fiamma bianca sui fianchi, spesso si esibisce in agili e scenografici salti sopra la superficie dell’acqua. Il Delfino comune (Delphinus delphis) nonostante il nome indichi una grande distribuzione ed abbondanza in realtà, negli ultimi anni, ha subito una grave riduzione della popolazione. La causa principale di questa diminuzione è da ricondurre allo sfruttamento per scopi alimentari che si sono protratti sino agli anni cinquanta.
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L’immaginario comune identifica i delfini e le balene come animali esotici caratteristici di mari ed oceani lontani da noi, in realtà sono assai più vicini di quanto si possa credere. Il bacino mediterraneo è infatti regolarmente abitato da una dozzina di specie di Cetacei che hanno trovato in questo mare le condizioni ideali per trascorrere la loro vita. Le acque mediterranee sono frequentate da Misticeti, grandi Cetacei dotati di particolare strutture cornee dette fanoni utili per filtrare il plancton durante l’alimentazione, e da Odontoceti, Cetacei dotati di denti che si nutrono di grandi prede come pesci e calamari. Tra i Misticeti regolarmente presenti nel Mediterraneo troviamo la Balenottera minore (Balaenoptera autorostrata) e la Balenottera comune (Balaenoptera phisalus). Quest’ultima, dopo la Balenottera azzurra è l’animale più grosso del pianeta, il suo corpo raggiunge infatti la lunghezza di 24 metri con un peso di 45-70 tonnellate. Questi Misticeti necessitano di quasi una tonnellata di cibo al giorno. La presenza di lunghi e fitti solchi golari permette a questi animali di ingoiare una grande quantità di acqua contenente plancton e piccoli pesci che vengono filtrati dai fanoni. Gli Odontoceti nel Mediterraneo sono rappresentati da ben 3 famiglie e dieci specie. Il Capodoglio, spesso erroneamente confuso con le balene, è l’Odontocete della famiglia dei Fiseteridi che detiene il maggior numero di record. Esso oltre ad essere il più grande, raggiunge i 18 metri di lunghezza, è il migliore apneista, questa specie può raggiungere i 2000 metri di profondità restando sott’acqua per oltre due ore. Il nome Capodoglio indica la caratteristica struttura del capo che rende la specie inconfondibile. Il suo enorme capo squadrato e compresso, contiene lo spermaceti un particolare organo composto da sostanza cerose che viene utilizzato come zavorra durante le immersioni. Tra le famiglie di Odontoceti presenti nel Mediterraneo la più conosciuta è certamente quella dei Delfinidi. Il Tursiope (Tursiops truncatus), tristemente noto per la capacità di sopravvivere in cattività e divenire star di molti spettacoli, è la specie che più si avvicina alle coste e per questo motivo è la più soggetta ai rischi e alle minacce provocate dall’uomo. La Stenella (Stenella coeruleoalba) è invece un delfino pelagico, che vive in acque profonde ed è facilmente riconoscibile per la classica colorazione a fiamma bianca sui fianchi, spesso si esibisce in agili e scenografici salti sopra la superficie dell’acqua. Il Delfino comune (Delphinus delphis) nonostante il nome indichi una grande distribuzione ed abbondanza in realtà, negli ultimi anni, ha subito una grave riduzione della popolazione. La causa principale di questa diminuzione è da ricondurre allo sfruttamento per scopi alimentari che si sono protratti sino agli anni cinquanta.

