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La Musicoterapia
La Terapia Vibroacustica: nascita ed evoluzione
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L'uso della VAT (Vibroacoustic Therapy) è frequente nei paesi nordici e in quelli baltici; in Canada, ad esempio, viene utilizzata con molto successo nel trattamento delle bronchiti in quanto, come si può intuire, la bassa frequenza che agisce sulla zona dei bronchi facilita l'espettorazione. In Finlandia e in Norvegia i fisioterapisti utilizzano ormai regolarmente il lettino vibroacustico e in molti altri paesi questa apparecchiatura è di uso comune presso ospedali e cliniche private.
La situazione italiana è in una fase di tiepida attesa. La ricerca è limitata a un paio di centri, perlopiù nel Nordest, nella zona di Trieste e Udine. Ma, nonostante il vuoto che la circonda, la ricerca italiana nel settore è indirizzata su canali ben specifici, in particolare quelli relativi agli effetti legati all'uso simultaneo della vibrazione in bassa frequenza con l'ascolto mirato. Si sta infatti studiando come la vibrazione indotta dalla produzione di una bassa frequenza possa essere supportata dalla produzione di suoni costruiti sulle armoniche generate da quest'ultima. Ciò che si vuole dimostrare è che la somma delle due stimolazioni (quella vibrazionale e quella uditiva) agiscono in commistione, influendo una sull'altra, sommandosi e andando a lavorare sui due tipi diversi di percezione.
Ricordo che qualche anno fa era molto in voga il dibattito relativo alle funzioni della musica: questa doveva servire da stimolo al corpo o alla mente? Doveva aiutare l'introspezione, oppure lo sfogo puramente fisico? E quale delle due funzioni doveva avere, in effetti, la priorità?
Oggi, ripensando a quel dibattito e avendo la possibilità di sperimentare ogni giorno le due specifiche funzioni,, grazie alle apparecchiature a disposizione, mi rendo conto che sono strettament collegate. Che l'applicazione delle leggi armoniche sul tappeto vibrazionale creato dalla bassa frequenza, aumenta in maniera esponenziale la "percezione" fisica di quest'ultima e al tempo stesso, la persona sottoposta alla vibrazione in bassa frequenza ha la possibilità di percepire la musica non soltanto a livello epidermico e superficiale, ma con una capacità di "concentrazione" difficilmente riscontrabile in altre occasioni. Le potenzialità della terapia vibroacustica sono piuttosto vaste e si muovono verso due direzioni ben precise: da un lato la vibrazione in bassa frequenza induce, per risonanza, l'automassaggio, con benefici, come visto sopra, nel trattamento di particolari patologie; dall'altro la commistione tra vibrazione e percezione uditiva permette un alto grado di concentrazione e il libero fluire della musica può aprire canali introspettivi di grande rilevanza.
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