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La Musicoterapia
La Terapia Vibroacustica: nascita ed evoluzione
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Il nostro corpo sotto molti aspetti è come la cassa armonica di uno strumento musicale che risuona se viene stimolato da determinate frequenze la cui frequenza stessa non è altro che la ripetizione della forma d'onda prodotta dal suono e misurata in Hertz. Una frequenza bassa agirà sui tessuti molli nella zona centrale del corpo e salendo, inciderà principalmente nella zona della testa. Proviamo allora ad immaginare di poter produrre artificialmente una determinata gamma di suoni (o di frequenze) con lo scopo preciso di stimolare alcune zone specifiche del corpo umano. Attualmente il sistema più efficace si è rivelato il cosiddetto “lettino vibroacustico”, una sorta di grande cassa acustica in grado di riprodurre senza difficoltà frequenze molto basse. Con questo termine si intendono quelle che generalmente vanno dai 20 hz agli 80/90 hz.
Queste particolari frequenze possiedono la capacità di agire in maniera piuttosto precisa. Ad oggi, dopo migliaia di ore di prove e di verifiche, si può stabilire senza tema di smentita che le frequenze comprese tra gli 80 hz e i 60 hz, agiscono nella fascia superiore del corpo, diciamo dalla nuca ai polmoni, scendendo, tra i 60 hz e i 50 hz, la zona colpita è quella che dai polmoni scende allo stomaco. Scendendo ancora, pressappoco tra i 40 hz e i 20 hz si manda in risonanza la zona compresa tra lo stomaco e il bacino. È piuttosto evidente che grazie alla sollecitazione vibroacustica il corpo reagisce producendo una sorta di automassaggio che, a differenza di quello tradizionale, agisce dall'interno verso l'esterno. Le applicazioni della terapia vibroacustica sono innumerevoli: per fare qualche esempio, si sono potuti appurare risultati benefici su casi di autismo, asma, dolori addominali o da colica, paralisi cerebrale ed altre condizioni spastiche, stipsi intestinale, dolori del collo, delle spalle, e della parte inferiore della schiena, dolori mestruali, cistofibrosi, depressione indotta da stress, lesioni da attività sportive, insonnia, poliartrite, deficit circolatori e polmonari, fibromialgie, sclerosi multipla e morbo di Parkinson.
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