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La Terapia Vibroacustica: le percezioni uditive PDF Stampa E-mail
di Diego Kriscak (tratto da BioGuida n.24 - Primavera 2009)
 
 
 
La percezione uditiva
 
Le caratteristiche fondanti del suono possono essere classificate in tonali, dinamiche, temporali e qualitative. Le tonali riguardano l’altezza, il timbro, la melodia e l’armonia. Quelle dinamiche dipendono dall’intensità. La durata, il tempo e il ritmo sono legati alle caratteristiche temporali; il timbro e la composizione armonica a quelle qualitative. Secondo una classificazione da un punto di vista percettivo, i parametri musicali si possono suddividere in base al seguente schema:
 
1. intervalli: percezione orrizontale e verticale
2. intensità: percezione delle ampiezze
3. timbro o colore: percezione del colore
4. frequenza: percezione delle altezze
5. durata e ritmo: percezione ritmico/temporale
  
 
Percezione orizzontale
 
Immaginiamo la melodia come un flusso continuo, una successione di note, o meglio, di suoni, legati fra loro da una serie di intervalli. In questo flusso continuo, definibile con il termine di percezione orizzontale, a suoni seguono altri suoni che possono assumere valori temporali diversi. L’orecchio percepisce, istante per istante, la successione, ma soprattutto percepisce gli intervalli, vale a dire le
distanze tra i relativi suoni. Non è possibile fare alcun raffronto se manca il punto di vista statico. Un suono preso da solo non rappresenta alcunché se non viene rapportato a qualcos’altro, a un suono di partenza, dato per scontato, a volte implicito, che esiste a livello di coscienza. Sono gli intervalli che creano tensione sistematizzando il discorso musicale. Nella musica tonale, il suono di partenza, quello che crea l’impianto di base, viene definito con il termine di tonica, intesa come centro gravitazionale attorno al quale tutto deve ruotare. Lo sviluppo orizzontale segue un andamento che prevede dei punti fermi, dei pilastri, che sostengono la struttura, dando sicurezza e stabilità. La tonica è il più importante di questi pilastri di sostegno. È il linguaggio con il quale si è deciso di comunicare. Gli argomenti della comunicazione, invece, si legano strettamente ad altri due piloni, vale a dire quello della sottodominante (posta a distanza di una quarta superiore o di una quinta inferiore) e quello della dominante (posta alla distanza di una quinta superiore o di una quarta inferiore). Sono questi ultimi che danno senso al discorso, che ribadiscono concetti, sistematizzano punti fermi, trasformano balbettii incoerenti in discorsi a tutto tondo.


 
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