HOME
PAROLE&MUSICA
La Musicoterapia
La Musicoterapia in gravidanza
PAROLE&MUSICA
La Musicoterapia
La Musicoterapia in gravidanza | La Musicoterapia in gravidanza |
|
|
|
|
Pagina 1 di 4 di Donatella De Colle (tratto da BioGuida n.23 - Inverno 2008)
I suoni che accompagnano alla nascita
Perchè iniziare a parlare di suoni nel periodo della nascita di una nuova vita? Anche se in passato non c'era tecnologia per dimostrare che il feto avesse già la capacità di fare esperienze ed apprendere, alcuni citazioni di Leonardo da Vinci e alcuni brani tratti dai Vangeli (cit. Vangelo di Luca 1,41) asseriscono che il feto è già dotato di un'anima, di un sé primordiale ed interagisce con la madre in relazione alle esperienze che ella fa. Il suono probabilmente è uno fra gli stimoli più importanti per la formazione e lo sviluppo del piccolo e la sua comunicazione con la madre.
La ricchezza nello sviluppo di ciò che il bambino percepisce, dipende dalla ricchezza degli stimoli ricevuti... Ciò accade perchè viene stimolata la congiunzione sinaptica dei neuroni e cioè la forza dei collegamenti fra le cellule celebrali. E' è la madre che è fornitrice e filtro di stimoli sensoriali, sonori, vibratori che sono dotati di una carica emotiva e cioè del nutrimento fisico che diviene allo stesso tempo psico-emotivo. Il bambino viene quindi nutrito organicamente ed affettivamente allo stesso tempo e sviluppa così gli organi e la struttura psichica. Già a partire dalla 7 settimana di gravidanza si forma l'organo del tatto o sensibilità cutanea; il piccolo cioè comunica e sente prima di tutto con la pelle ( la pelle è il nostro primo contatto con il mondo e i suoi problemi hanno a che fare con le relazioni con gli altri). Il sistema vestibolare, responsabile dell'equilibrio e di ciò che si riferisce alla percezione del movimentoe anche del ritmo si forma intorno all'ottava settimana di gravidanza e verso la decima inizia a formarsi il sistema uditivo con la nascita della coclea (la cui completa formazione completa avverrà intorno alla ventiquattresima settimana ). Si può dedurre quindi che il bambino inizia a sentire attraverso il tatto e a percepire vibrazioni non attraverso l'orecchio ma attraverso il suo stesso corpo. Al piccolo arrivano quindi stimoli sotto forma di vibrazioni e la sua prima esperienza è quindi di “movimenti” (onde sonore) che passano nel suo corpo.
Come si possono trasmettere i suoni? La voce della mamma arriva al piccolo? E i suoni esterni, sia belli e piacevoli che brutti e stridenti? Il suono si propaga sia attraverso il liquido amniotico ( si pensi a cosa si sente quando si è sott'acqua) sia attraverso l'aria; ma il mezzo più veloce è per via ossea e cioè nel nostro caso attraverso lo scheletro della mamma giungono al piccolo tutti i suoni. Ad esempio il bacino, la coppa in cui il bambino è contenuto, è la zona di massima risonanza, soprattutto della voce della madre rispetto a tutti gli altri suoni sia interni al corpo di lei, che esterni.
E perchè allora i suoni della madre, il suo parlare, il suo cantare divengono così importanti per il bambino? Sembra che il sistema uditivo interagisca con dei sistemi molto importanti: c'è un collegamento fra la membrana timpanica e dei nervi (Il V e il X cranico) che sono mezzi di senso e motori che presiedono alle attività delle viscere. Il piccolo riceve quindi lo stesso stimolo da più parti, come se fosse immerso in un bagno sonoro. Gli stimoli sensoriali caricati quindi della tonalità affettiva, costituiscono la base del ponte comunicativo fra madre e bambino e sono alla base della sua evoluzione.
|
| < Prec. |
|---|










di Donatella De Colle (tratto da BioGuida n.23 - Inverno 2008)

