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Scienza e conoscenza: un incontro per discuterne | Scienza e conoscenza: un incontro per discuterne |
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Medicina al limite: limite della medicina. E’ il titolo di un dibattito organizzato dal Lions Trieste Miramar all’Hotel Savoia, per discutere non solo delle nuove frontiere etiche nel campo della medicina e della ricerca sanitaria ma anche degli orizzonti e delle prospettive che coinvolgono la stessa ricettività dei pazienti. Sono intervenuti Bruno Bembi, responsabile del Laboratorio Unità di Malattie Rare dell’Ospedale Burlo Garofalo, Sergio Nordio, membro del Comitato Nazionale di Bioetica, Furio Bouquet, presidente del Comitato di Bioetica dell’Istituto per l’infanzia di Trieste e Mauro Giacca, direttore della sezione di Medicina Molecolare di Trieste. La discussione è stata stimolante non solo per l’acume critico dei relatori ma anche perchè ha svecchiato un’abitudine tristemente diffusa e dogmatica della scienza iperspecialistica nel perdere di vista la globalità dei suoi obiettivi di ricerca e di terapia. Un tema vicinissimo, al contrario, alla stessa terapia sanitaria, come ha sottolineato il professor Bembi, applicabile proprio nel campo delle malattie infettive grazie alle ultime scoperte tecnologiche e farmacologiche. La visione “olistica” del paziente viene invece spesso trascurata in medicina, non solo da un’attitudine secolare e distorta che perpetua un’idea di scienza “separata” dalle altre forme del sapere ma dai suoi stessi limiti tecnologici. Si tratta di un problema enorme che nella contemporaneità coinvolge strettamente anche il mondo dell’informazione, o piuttosto dell’espansione abnorme di informazioni a cui siamo sottoposti quotidianamente e che tuttavia non equivale ad una reale correttezza delle notizie diffuse, come ha sottolineato il professor Bembi. Eppure la codificazione del patrimonio genetico umano insegna alla scienza che esistono enormi differenze topiche tra gli individui, che gli uomini sono geneticamente tutti diversi e che da questa diversità va costruita la ricchezza e l’avanzamento della ricerca scientifica. La questione del limite diviene dunque anche quella del “chi” deve conoscere i lmiti. (In Inghilterra, per esempio, è possibile che i test genetici che consentono la conoscenza del “futuro del malato” siano a disposizione di alcune aziende). La malattia può forse venire prima del malato? Per cui finisce per diventare una sorta di destino karmico di ognuno? La pecora Dolly ha rappresentato, per esempio, una svolta nella ricerca perchè ogni cellula è al centro dello sviluppo fondante della specie umana, ossia non è più tanto l’embrione ma lo stesso gene alla base dell’esistenza, nonostante l’esperimento sia risultato fallimentare perchè tutti gli organismi hanno gravi patologie e la clonazione terapeutica ha rivelato molti limiti. |
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