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Lo “strano caso” di Carlo Parlanti
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Lo “strano caso” di Carlo Parlanti | Lo “strano caso” di Carlo Parlanti |
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Quali iniziative portate avanti tu e la famiglia?
Cerchiamo di sensibilizzare, di non far spegnere i riflettori sulla vicenda, con molta probabilità nelle prossime settimane chiederò un incontro all’ambasciatore americano e farò un presidio sotto l’ambasciata americana e degli striscioni in segno di solidarietà davanti ad ogni consolato americano in Italia. Sto chiedendo a diversi gruppi e associazioni di appoggiarmi in questo, stiamo allo stesso tempo cercando di fare delle denunce appropriate affinché intervengano anche le forze di polizia europee. A maggio, contiamo di andare in USA io e 3 supporter di Carlo che mi aiuteranno con la lingua ed eventuali conferenze.
Come aiutarvi in concreto?
Sono tanti i modi in cui si può aiutare. Sul sito: www.thepeoplevscarloparlanti.com ci sono le trascrizioni del processo, tradotte in parte sul corrispondente italiano. Ci serve aiuto per tradurle completamente, sensibilizzare medici, avvocati che studino il caso e ne evidenzino le incongruenze, divulgando la sua storia e sensibilizzando i media italiani e stranieri. Scrivere a Carlo in segno di solidarieta’, aiutandoci a trovare persone in loco (California) che ci possano coadiuvare con le comunicazioni con Carlo, con la logistica, andando a trovare Carlo, aiutandoci a trovare avvocati seri in “pro-bono” negli USA e medici in “pro-bono” che valutino quanto riportato dai medici italiani. Aiutarci con i prossimi viaggi per poter agire direttamente negli USA, sia a livello logistico, o chi ha la possibilità di poter regalare dei biglietti per Los Angeles. Sostenere “Prigionieri del Silenzio”: www.prigionieridelsilenzio.it , il cui caso principe in questo momento è proprio quello di Carlo.
E’ possibile aiutare in qualche modo direttamente Carlo Parlanti?
Certo, sia scrivendogli direttamente: http://www.carloparlanti.it/aiutarci.htm
(al link superiore trovate tutte le indicazioni per aiutarlo)
Oppure http://blog.libero.it/carlofree/ , in questo link, l’elenco dei libri ricevuti per non inviare qualcosa che ha già letto (scrivendo al blog legge le e-mail Mara Marino che invece è al corrente di quello che Carlo vorrebbe leggere). Sul primo link trovate un iperlink al sito “jpay “che è il modo per poter inviare dei soldi a Carlo per i beni di prima necessità in prigione o il suo conto corrente italiano, che gestisco io e quindi naturalmente uso i contributi per quanto possa servire per la difesa e la vita di Carlo. Ogni tre mesi gli si può spedire un pacco: di solito lui invia a me la lista della spesa che va dai cibi in scatola, perché quello della prigione è immangiabile, ai calzini, dentifricio, ecc. Si può effettuare solo tramite i siti che hanno l’appalto alla prigione e si può fare solo una volta, quindi alcuni amici possono cercare di contribuire alla spesa di quel pacco o alle spese speciali se vengono approvate. Infatti proprio qualche giorno fa ho inviato una richiesta sul gruppo di Facebook per chi volesse regalare a Carlo una radio con cuffie di cui gli è stata data l’approvazione.
Nel profondo del tuo cuore, senti vicina una soluzione, magari inaspettata?
Ci spero, se è vero che Dio non ti da mai una croce che non puoi sopportare, allora la soluzione deve essere vicina, perché siamo molto stanchi…
Tutti i riferimenti per i contatti:
su Facebook: katia anedda carlo parlanti
Per tutti gli altri casi di italiani all’estero detenuti arbitrariamente dalle autorità:
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