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Lo “strano caso” di Carlo Parlanti PDF Stampa E-mail
di Pierpaolo Bon (tratto da BioGuida n. 24 - Primavera 2009)
 
 
 
 
Carlo Parlanti è un cittadino italiano che dal giugno del 2005 si trova rinchiuso in un carcere della California, con l’accusa di aver sequestrato e violentato nel 2002 la sua convivente, Rebecca White. Vicenda terribile. Ma se si ripercorre brevemente la storia degli avvenimenti, forse la prospettiva cambia, e di molto.
Nel 2001 Carlo Parlanti incontra la donna con la quale intreccia una sporadica relazione. Nello stesso anno i due si traferiscono assieme in Sud California. Dopo alcuni mesi il rapporto si incrina e il 16 luglio 2002 si conclude definitivamente. Qualche settimana dopo, nell’agosto del 2002, Carlo Parlanti decide di ritornare in Italia alla ricerca di nuove opportunità di lavoro e riprendere la sua vita di sempre. Non sa che il 18 luglio 2002, Rebecca White lo ha denunciato dichiarando di essere stata picchiata, legata e stuprata nella notte del 6 luglio, poi ritrattata al 29 giugno (continuando quindi a vivere con il suo “carnefice” per oltre due settimane).
 
Paradossalmente, il mandato di arresto spiccato dalle autorità americane non viene mai inviato in Italia: Carlo continua a lavorare e viaggiare, ignaro di tutto.
 
Nel luglio del 2004 mentre si trova all’aeroporto di Duesseldorf, viene arrestato dalla polizia tedesca e trasferito in carcere. Qui rimane detenuto senza ricevere alcuna comunicazione in lingua italiana, solo in inglese tramite il suo avvocato tedesco, che chiede alla corte di Duesseldorf di considerare la completa mancanza di evidenze a suo carico. Sia Duesseldorf che la Corte Superiore Tedesca si appellano al diritto di estradarlo amministrativamente senza entrare nel merito delle accuse, in violazione del precetto di pari trattamento tra cittadini europei negli stati membri. Intanto il Ministero di Giustizia italiano tenta di far rientrare il connazionale in Italia, ma senza successo. Nell’aprile 2005 il legale italiano presenta ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dei trattati internazionali in materia di estradizione, ma il ricorso viene giudicato inammissibile. Il 3 giugno 2005 la Germania accoglie la richiesta di estradizione e Carlo Parlanti viene trasferito in California.
  
Una volta estradato viene incarcerato e sottoposto a procedimento penale. Nella prima udienza il procuratore distrettuale introduce il caso dichiarando che l'imputato ha precedenti penali in Italia per stupro e rapina a mano armata. Sull’estratto della sua fedina penale del casellario giudiziario si legge invece: NULLA.


 
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