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Le emozioni tra le Mani PDF Stampa E-mail

Qual è il suo rapporto con i medici italiani?
Coloro che sono interessati alle metodiche complementari sono molto coinvolti nel percorso di formazione in Cranio-Sacrale. Coloro che invece rimangono legati alla medicina tradizionale non riescono ad accostarsi alla Cranio-Sacrale, come accade anche per le altre discipline naturali o “alternative”, come purtroppo vengono definite abitualmente. Tengo tuttavia a precisare che i nostri corsi sono riconosciuti dal Ministero della Sanità e che forniscono regolari crediti formativi (ECM) per gli specialisti del settore. Aggiungo che i corsi sono aperti a tutti coloro che siano incuriositi dalla Tecnica Cranio-Sacrale (T.C.S.) perché la “cultura è di tutti”, afferma Upledger, anche se poi il diritto all’esercizio della professione è disciplinato dalle leggi vigenti in ogni singolo paese. Per esempio la figura dell’osteopata è riconosciuta dal 1994 in Inghilterra ed in Italia è compresa nella specializzazione di ortopedia. Per questo abbiamo previsto corsi che comprendono due livelli iniziali ed uno avanzato che si conclude col rilascio di un diploma per chi consegue l’abilitazione alla professione.

Nella sua carriera ha incontrato molte storie, anche drammatiche e di grande sofferenza psico-fisica: qualche caso che ricorda particolarmente?
Forse uno dei casi più noti, perché alla ribalta dei giornali e delle televisioni. Quello di un giovane trentenne figlio di un imprenditore vicentino paralizzato dopo un grave incidente. Dopo una lunga ed intensiva terapia con la Cranio-Sacrale ha fatto costruire un catamarano per disabili con cui ha attraversato l’Oceano Atlantico ed ha ritrovato la gioia di scommettere su sé stesso e di vivere con rinnovata passione i suoi interessi. Oppure il caso di un bambino idrocefalo che, dopo sei interventi chirurgici, è riuscito a sopravvivere grazie ad una terapia C.S.T. (Cranio-Sacral Therapy) così intensiva da coinvolgere anche la famiglia, che ha deciso di apprenderne le basi per metterle in pratica nella vita di ogni giorno.
E tanti altri, intensi o meno, che ognuno di noi operatori porta con sé nel proprio bagaglio di esperienze di vita…

Lei lavora anche con gli animali: cani, gatti, cavalli, come funzionano le terapie?
Come ho precisato, esiste molto interesse per la Terapia Cranio-Sacrale nei metodi di cura complementari alla medicina ufficiale. Ho pensato così di proporlo anche ad alcuni veterinari e la risposta è stata entusiasta. Anche a Trieste ho raccolto allievi provenienti da varie realtà italiane ed abbiamo lavorato nella Clinica S. Francesco e al Maneggio La Roverella. I risultati sono stati gratificanti, anche con animali “complessi” come i cavalli, perché si lavora sempre sul nesso sofferenza-emozione, sul principio dell’auto-correzione e sulla manifestazione somatica ed emotiva dei blocchi e delle disfunzioni. Per questa ragione la C.S.T. non è dolorosa né per gli uomini né per gli animali trattati, anche in presenza di patologie acute e debilitanti. E poi gli animali hanno questa straordinaria spontaneità e un senso della comunicazione puro, basato sull’istinto. Mi viene in mente, a questo proposito, un’esperienza incredibile vissuta al largo delle Hawaii con un enorme branco di delfini, che sfrecciavano e saltavano accanto per ore e ore mentre mi lasciavo “galleggiare” senza timore sulla superficie del mare. Ma questa, forse, è un’altra storia…

www.accademiacraniosacrale.it




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