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La malattia cura dell’anima |
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Resta il problema di una ridefinizione delle competenze in mondi dove, talvolta, l’improvvisazione e la superficialità rappresentano un reale pericolo. Quali sono a suo avviso le ragioni di questo conflitto, quali le cause più profonde e quali le eventuali soluzioni?
Le difficoltà e le diffidenze più forti sono mosse, nel nostro paese, dall’Ordine dei medici. Invece che essere stimolati a nuovi ambiti e forme di conoscenza per i più è comodo restare nel proprio recinto di formazione senza ulteriori sforzi. Tuttavia è interessante che il Ministero della Salute abbia stabilito che non esistano più medicine “alternative” ma “complementari a quelle ufficialmente riconosciute. Sono entrate in vigore, inoltre, le cosiddette prove di efficiacia terapeutica: ossia, quale essa sia la terapia va accettata se efficace. Certamente sotto questo aspetto l’Italia resta più oscurantista e lontana da altri paesi europei, come l’Inghilterra e la Francia.
Cosa rappresenta per lei la ricerca olistica?
L’olismo è ricerca continua. Rispetto per l’espansione che è propria di ogni esistenza. Desiderio di superare i dualismi (corpo - mente, malattia fisica - malattia mentale...). Attenzione a tutto ciò che sia in evoluzione, all’intelletto ed all’emozionalità. E’ ascolto paziente di ogni aspetto vitale che traduce sempre nuove modalità di conoscenza ed esperienza.
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