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La malattia cura dell’anima PDF Stampa E-mail

Allopatia, naturopatia e spagiria: quale, o quali modelli di cura predilige? In quali situazioni e perchè?
Mai discriminare un metodo rispetto all’altro, purchè resti fermo, per il medico, il rispetto nei riguardi dell’individualità, la formazione e la piena libertà e volontà del paziente. Il medico deve sempre valutarne la predisposizione, oltre che il più urgente bisogno di cura. Questo è un principio insindacabile. Lo specialismo e l’iperspecialismo nelle nostre scienze hanno finito per rappresentare una sorta di paradossale malattia etica dell’occidente.

Il filosofo Edmund Husserl ha definito la scienza occidentale contemporanea incapace di indagare i perchè dei suoi perchè, separando, immedicabilmente scienza e tecnica: che ne pensa?
E’ indispensabile per ogni scienza la definizione di un punto di partenza. Ma quel punto dovrebbe poi dilatare i proprii confini e non restringerli. Il problema della specialità del conoscere va inserito nel “tutto” e non escluso dalla totalità che appartiene alla vita umana ed alla natura. Non a caso uno dei pilastri della medicina occidentale è l’osservare, per possedere progressivamente una visione d’insieme su ciò che si va, di volta in volta, studiando. E’ tanto importante, quindi, sia il momento ed i momenti dell’analisi che della sintesi. Va precisato inoltre che la scienza si è sempre posta i “perchè” ed i “cosa” dei suoi oggetti di conoscenza dimenticando l’importanza del “come”, che invece garantisce il movimento di ogni situazione di ricerca.

E’ per garanzia e conservazione dei proprii poteri che le accademie difendono i linguaggi ed i saperi specialistici?
La trasmissione dei saperi in medicina è volutamente criptica, è il contrario della volontà di comunicazione. Dovrebbe ambire ad un linguaggio universale, nel senso di una contemplazione di un valore più ampio dello scambio ed invece non è affatto così per la comodità di pochi rispetto al bisogno di molti. Lo spacialismo finisce per perpetuare la superiorià di chi espone il sapere. La stessa comunicazione informatica rappresenta una falsa illusione del comunicare, di fatto non la possediamo ma ne siamo posseduti. I rapporti tra gli operatori di naturopatia ed omeopatia ed i medici “istituzionali” continuano ad essere irrisolti e difficili.



 
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