|
di Mariangela Valentini (tratto da BioGuida n.2 Autunno 2003)
I fondamenti dell’astrologia e della medicina tibetana spiegati dal medico Jampa Kalsang
I saperi dell’Oriente si specchiano nell’universo. E assecondano il fluire delle cose e delle esistenze con docile pazienza, non con febbre di potere e velocità come le scienze dell’Occidente. Per questa ragione l’astrologia e la medicina possono viaggiare assieme nell’interpretazione e nell’ individuazione di una cura, ed un quadro astrale precedere con naturalezza la prescrizione di una ricetta d’erbe o di pillole preziose. Per questo l’anamnesi di un paziente, attraverso l’analisi del polso e delle urine, com’è consuetudine nella tradizione terapeutica tibetana, può durare persino anni. E’ l’idea e la formazione del medico tibetano Jampa Kalsang, intervenuto all’ultima edizione di “Essere e benessere”, a villa Giacomelli di Pradamano, ad avercelo ricordato in una conferenza, tenuta con la grazia leggera di chi vive le forme della conoscenza umana come strumenti di fede più alti e sottili e non come fini prestabiliti, o verità dogmatiche. Non a caso, in Tibet, i momenti più adatti allo studio degli astri, ha spiegato Kalsang, sono quelli in cui la vita degli uomini si congiunge ai riti ed alla sacralità: dalla nascita ai matrimoni. L’oroscopo del bambino serve a vagliare le sue inclinazioni ed i suoi percorsi a lui più consoni, ad evitare aspettative sbagliate ed imposizioni fuorvianti da parte dei genitori e non è percepito, come ci aspetteremmo al di quà del mondo, come violazione del nostro libero arbitrio, al contrario, come suo completamento. E così per le unioni, l’astrologo lavora sullo studio e le previsioni delle energie comuni ai due sposi, segnalando i momenti e le situazioni di eventuale difficoltà e squilibrio, soffermandosi su alcuni aspetti fondanti di ogni relazione come la prolificità, il denaro, il successo, la salute: consigliando antidoti, delineando percorsi di crescita. Sebbene non comprensibile, nè compatibile e provabile dalle scienze occidentali, lo studio e l’applicazione di queste tecniche si basa su cinque elementi: aria, spazio, terra, acqua e fuoco, da cui dipendono la produzione, la trasformazione e la distruzione del mondo fisico e morale. Ad essi corrispondono le cinque facoltà fondamentali dell’agire umano: muoversi, parlare, vedere, sentire, pensare. Accordare questi elementi alle facoltà produce l’ordine universale, e chi vi riesce è sapiente. E’ tutt’altro che importante intervenire nel corso dei cicli naturali: la via più autentica del pensiero e della vera saggezza è nei passi lenti. |