| Gli sprechi hanno i minuti contati |
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Pagina 1 di 5 Il progetto Last Minute Market
Trasformare lo spreco in risorsa, questo l'obiettivo su cui si fonda “Last Minute Market”. Un mercato aperto, concepito per favorire i più bisognosi, dove non ci si può permettere di sprecare un solo minuto nè un solo prodotto. Il progetto nasce come iniziativa per favorire il recupero delle merci invendute e ormai prive di valore commerciale, ma ancora adatte per essere consumate. Se si pensa ai pasti non utilizzati di un ospedale o a quelli di una mensa di ristorazione collettiva, o ai libri rimasti invenduti di un magazzino librario o, ancora, ai prodotti agricoli non raccolti e lasciati sui campi, è facile immaginare quale mole di risorse rischi di andare sprecata ogni giorno. Invece, tramite un’accurata azione di recupero e smistamento, i beni accumulati mediante donazione delle eccedenze, possono essere resi disponibili per quegli enti e associazioni che offrono assistenza a chi vive in condizioni di disagio sociale: ecco il semplice ma efficace meccanismo su cui si fonda l’intero progetto. Il servizio di raccolta, che divene un servizio di “smaltimento” a costo zero per chi lo richiede, è rivolto alle piccole e grandi imprese agroalimentari (dalla produzione alla ristorazione collettiva), che producono le eccedenze loro malgrado. Il servizio di distribuzione invece, è destinato agli enti caritativi di assistenza e alle istituzioni pubbliche (comuni, province, regioni, asl), che ne conseguono benefici indiretti di tipo sociale ed ambientale, oltre a quelli diretti, legati alla diminuzione della spesa pubblica per l’assistenza e a quella per l’eliminazione dei rifiuti in discarica. L’avvio del progetto risale al 1998, quando viene avviato come attività di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria dell’Università di Bologna. Diviene poi “spin-off universitario” nel 2004 e quindi realtà imprenditoriale vera e propria, con iniziative attive sia in Italia che all’estero. La sua ideazione e coordinamento è del Prof. Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria di Bologna. Il sistema è reso operativo attraverso una società costitutita appositamente, che segue l’ottimizzazione della gestione delle eccedenzee offre consulenza a tutti gli interessati ad affrontare la problematica dello spreco alimentare e a trasformarla in risorse. Il “mercato virtuoso” che si viene così a creare è in grado di coniugare le esigenze delle imprese “profit” e degli enti “no profit”, promuovendo un'azione di sviluppo sostenibile locale, con ricadute positive a livello ambientale, economico e sociale. Lo schema seguito è infatti sempre quello cosiddetto “win-win”, ovvero un’azione a somma positiva, in cui tutti gli attori che partecipano al gioco “vincono” qualcosa.
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