| Far parlare il Dalai Lama |
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- Come mai hai deciso di studiare il tibetano? Per poter attingere direttamente alla ricchezza dei testi originali buddhisti e per poter comunicare senza bisogno di tramite con i maestri di meditazione. - E’ una lingua particolarmente difficile per un italiano? Non è una lingua grammaticalmente ostica come potrebbe essere il tedesco oppure il sanscrito ma può rappresentare un problema essendo una lingua con toni, piuttosto che con accenti ed essendo estremamente rapida, poiché monosillabica. - Esiste una differenza notevole tra il tibetano antico e quello moderno? Si, probabilmente la differenza è più ampia che quella tra il latino e l’italiano. - I sutra e i tantra utilizzati oggi sono letti e scritti in tibetano antico? Si. - Gli insegnamenti orali in quello moderno? Non proprio, nel commentare e delucidare i testi antichi, i maestri spesso utilizzano la stessa terminologia e costruzione grammaticale del testo scritto. - Esiste un problema di rischio di perdita delle antiche tradizioni linguistiche soprattutto a causa della politica cinese in Tibet? Ovviamente si, anche se grazie all’opera del Dalai Lama, dall’inizio dell’esilio in India sono state ripristinate quelle istituzioni dedicate all’educazione religiosa, linguistica e culturale.
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Andrea Capellari è dal 2001 l’interprete ufficiale del Dalai Lama durante le sue visite in Italia. Vivere a stretto contatto con una figura così straordinaria lascia immaginare che tale attività travalichi ampiamente l’ambito professionale, per trascendere in una dimensione ben più ampia. L’occasione di seguire la recente ultima visita, ci ha dato modo di apprezzare la grande abilità nel rendere nella nostra lingua le parole intense e preziose di Sua Santità.
