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EDITORIALE 9 PDF Stampa E-mail

di Mariangela Valentini (tratto da BioGuida n.9 Estate 2005)

 

LA TERRA SENZA IL MALE

“Il cielo e la terra sono inumani; trattano diecimila esseri come cani di paglia” Lao-Tzu, Tao Te Ching

Il sacrificio degli animali segna da sempre la radice stessa dell’umanità. L’armonia spezzata tra l’uomo e la terra, la natura e la “civiltà”. Non c’è storia di uomini che non passi da questa sordida infrazione: la violenza sistematica e consacrata degli animali, in nome di questi o quelli Dei. Non importa quali divinità ed in quali tempi e templi. Sempre la BioGuida ha raccontato di uomini e animali, del loro fatale stare assieme nel destino del mondo, delle amicizie possibili, della fatale complicità che li ha accompagnati e li accomuna tutt’ora, in tempi di pace e guerra, salute e malattia. Non c’è prospettiva di spiritualità senza partire dal nostro corpo - gridava F. Nietzsche - che è anima profonda dei nostri pensieri ed azioni. Non può esistere un progetto di speranza e di alleanza tra uomo e animale senza la “nostra” indignazione dinnanzi alla crudeltà che fatalmente e consapevolmente sembra costringere, da tempi antichissimi, gli uni agli altri e mai il contrario se non in situazioni di ferinità e dunque di bisogno primordiale. Ma, a differenza di tutti gli esseri che popolano la terra, solo l’uomo pensa e molti dei suoi pensieri sembrano raccontare proprio la sua estraneità alle tracce della terra. L’uomo dell’Occidente, in particolare, ha scandito la sua storia in nome della volontà di potenza (il suo pensiero stesso: cum- prendere, rappresenta e significa questa volontà di possesso rispetto all’Oriente, dove pensare coincide col wu-wei, lasciare andare). Sopraggiunge l’estate, l’ocra dei tramonti e degli abbandoni. Crediamo che occorra soffermarsi su queste abitudini nefaste della nostra esistenza nella natura per tornare a festeggiare l’ipotesi di una terra senza il male. In Bulgaria tutt’oggi esiste la tradizione del "richane na kuche": protagonista un cane che viene legato a due funi, appeso, poi fatto ruotare su se stesso finché non defeca dalla paura e lo stress delle urla della gente. Secondo la tradizione (antichissima nel paese di Brodilovo) si dà in questo modo il benvenuto alla primavera, che fa sperare in prosperità e salute nel corso del resto dell’anno, proporzionalmente alla quantità di feci emesse dal cane terrorizzato e martoriato. Le immagini furtive del “rituale” dei cani volanti, celebrato in onore della primavera e di un “buon raccolto”, sia d’auspicio per una pausa di riflessione che ci spinga a ricominciare da rinnovati itinerari dello spirito.

(disegno e copertina di Qing Yue - immagini tratte da www.oipa.org)





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