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EDITORIALE 12 PDF Stampa E-mail

di Mariangela Valentini (tratto da BioGuida n.12 Primavera 2006)

 

TRA CIELO E TERRA

“Volano gli uccelli volano nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate a questa parte di universo
al nostro sistema solare.
Aprono le ali scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime traiettorie impercettibili
codici di geometrie esistenziali.
Migrano gli uccelli emigrano con il cambio di stagione
giochi di apertura alari che nascondono segreti
di questo sistema solare. F. Battiato, Gli Uccelli

In ogni epoca del mondo la malattia ha dato voce e spazio alle paure più oscure della mente umana. Ogni epidemia che si rispetti è arrivata nella nostra storia da un “altrove” sconosciuto ed insondabile e, come i cibi, le spezie e le avventure che hanno accompagnato le esistenze degli uomini, sono state anch’esse veicolo di scambio tra civiltà diverse e talvolta lontanissime. Nei tempi che viviamo molte epidemie sembrano arrivare dall’Oriente. Di anno in anno, con la complicità di un sistema di comunicazione ossequioso ai meccanismi di potere, una sequela di virus compiono lunghi viaggi fin al cuore dell’Europa, dove la scienza trionfante dell’Occidente li attende e vince con integerrima efficienza. Non sfugge a questa legge mediatica la minaccia pandemica del momento, che, senza alcuna eccezione, va oltre le prove reali del contagio animale-uomo e ci spinge a immaginare scenari di pericolo e di rischio per le nostre vite lì dove essi siano assolutamente improbabili (se non in condizioni di strettissimo contatto con il muco di animali infetti). Eppure fin dall’antichità gli uccelli hanno sempre destato ammirazione e venerazione per la loro leggerezza, ai loro voli si affidavano gli auspici per il futuro e la loro eterea eleganza ha ispirato versi altissimi di gaia speranza. L’etimologia stessa della parola avis si intreccia a quella di via e non a caso a-via rimanda all’idea di percorsi erranti e misteriosi tra cielo e terra. Le tristi cronache delle ultime settimane, al contrario, abbondano di immagini e messaggi che vogliono rassicurarci dai pericoli del “male” e sui controlli effettuati, proponendoci macabre scene di sterminio spesso insensato. Le fobie e le aberrazioni non si fermano a questo, purtroppo: decine di tacchini sono stati ritrovati la scorsa settimana, nelle campagne del barese, sgozzati dagli stessi allevatori, per il probabile timore di controlli. Negli stessi giorni e luoghi un considerevole numero di polli ammazzati, per la medesima ragione, con brutali colpi alla testa ha offerto misero spettacolo ai carabinieri del posto. Per non citare poi i poveri cigni inseguiti ossessivamente un po’ ovunque alla ricerca di quelli “sospetti” che impauriti schiamazzano e stramazzano sotto la vigile maestria degli incaricati della pubblica sanità davanti alle telecamere di turno. Si è arrivati al timore di contagio da parte dei gatti e già i messaggi mediatici ci invitano a diffidare dei randagi ed a tenere in stretta sorveglianza i domestici. E da quì a disfarsi anche di questi ultimi, per un ulteriore sicurezza, il passo potrebbe essere assai breve. Che aggiungere ancora? I coni d’ombra delle nostre ancestrali paure serpeggiano indomiti tra le anime del terzo millennio.

(disegno e copertina di Anna Longo)




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