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di Mariangela Valentini (tratto da BioGuida n.1 Primavera/Estate 2003)
ITINERARI DELLO SPIRITO
La “Bio-Guida” si affida a cammini aperti e non a mete determinate. Al desiderio di accogliere i racconti di chi percorre le vie dell’esperienza anche oltre l’erudizione, i dogmi della scienza e della storia, senza rinunciare tuttavia ai loro fondamenti, gioco dei limiti nell’esistenza razionale di ognuno. La natura e l’istinto, i colori e la luce, gli animali e gli incontri, la politica e i fiori, le vibrazioni e la solidarietà: sono i punti e gli spunti da cui cominciamo a raccontare inedite ipotesi di realtà. Di stagione in stagione, inseguiremo le tracce del tempo con l’idea di condividere pagine e pensieri accomunati dalla volontà di abbandonarci ad una spiritualità di natura che non vuole essere semplicistica moda di essere: non sandaletti e fanatismi con cui fingere la nitidezza della coscienza agli occhi del mondo. Ma ascolto umile e paziente, attesa e curiosità responsabile che ci spinge, viandanti, a generare funambolici passi di danza.
Un maestro giapponese dell’era Meiji di nome Nan-in un giorno ricevette una visita di un professore universitario che si recò al suo monastero per fargli alcune domande sullo Zen.
Il maestro Nan-in servì il thè, secondo le antiche usanze dell’arte giapponese. Colmò la tazza del suo ospite e... poi continuò a versare. Il thè traboccava dalla tazza, eppure il maestro non accennava a fermarsi.
Il professore, a un certo punto, sbottò: “Basta, è colma, non ci può stare altro thè! Allora Nan-in si fermò, lo guardò e disse: “La tua mente è come questa tazza, piena di pensieri e concetti...
Come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua tazza?”
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